Duemilacentonovantuno morti, 665 malati a causa di patologie correlate all'amianto, 6.400 richieste di costituzione di parte civile, quasi tutte accolte: il processo Eternit che arriva a sentenza oggi a Torino è la più grande causa in materia che si sia mai svolta in Europa.
Mentre i giudici si sono riuniti da stamani in camera di Consiglio, ad attenedere la storica sentenza, prevista per le 13.15, è gremita la maxi-aula 1 del tribunale torinese: oltre ai molti parenti delle vittime e ai numerosi giornalisti, c'è anche il procuratore capo della città Giancarlo Caselli seduto accanto al pm Raffaele Guariniello.
"Comunque vada sarà un processo storico. E' il più grande processo nel mondo e nella storia in materia di sicurezza sul lavoro. Bisogna lavorare per dare giustizia", ha detto Guariniello entrando in aula.
Nel processo, l'accusa ha contestato alla Eternit di non aver adottato le opportune misure di sicurezza pur essendo a conoscenza dei rischi corsi dagli operai e dalla popolazione venendo in contatto con la polvere di amianto.
Le persone morte -- operai e residenti che abitavano nei dintorni delle fabbriche di Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania -- hanno riportato mesoteliomi pleurici, asbestosi e tumori polmonari insorti a causa del contatto con il materiale tossico.
Lo scorso luglio Guariniello ha chiesto una condanna a 20 anni di carcere per due ex-alti dirigenti della società: lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, imputati per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro doloso.
Gli imputati hanno sempre respinto oggi addebito, dichiarandosi estranei alle accuse.
Secondo i sindacati sono attese al processo circa 160 delegazioni straniere, provenienti tra l'altro dalla Francia, dalla Svizzera e dal Brasile.
Dato il grande interesse per la sentenza, il Tribunale ha allestito un collegamento audio-video anche nella maxi-aula 2, con una capienza di 250 posti, e nell'aula magna da 700 posti.
L'amianto, anni fa largamente usato come materiale di coibentazione nell'edilizia anche per una scarsa conoscenza dei relativi rischi, si può ritrovare ancora oggi in molti edifici privati e in alcune strutture pubbliche. -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia |